British Fashion Awards, nessun italiano in gara

Ufficializzate le nomination per i prossimi British Fashion Awards, gli Oscar della moda nel Regno Unito: bocciati gli stilisti italiani e Suki Waterhouse

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Scatta il conto alla rovescia verso i  British Fashion Awards. Il prossimo primo di dicembre il London Coliseum di Londra sarà  teatro dell’assegnazione dei più alti riconoscimenti della moda nel Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord.

Il British Fashion Council, una sorta di Camera della Moda britannica, annualmente attribuisce premi agli stilisti di moda donna, moda uomo e accessori ritenuti i più meritevoli nell’intero anno in corso, oltre ovviamente alle modelle più rappresentative, alle campagne pubblicitarie più efficaci e a tutto ciò che abbia a che fare con passerelle, collezioni, accessori e mondo del fashion. Unica condizione: le valutazioni vanno fatte solo ed esclusivamente per quel che è accaduto entro i confini del Regno Unito.

Ufficializzate le nomination, per il momento, con poche sorprese: due nomine a testa per JW Anderson e Alexander McQueen, guidato in realtà da Sarah Burton. Poi ci sono Stella McCartney, Christopher Bailey di Burberry, Victoria Beckham, Christopher Kane e Tom Ford.

Tra le modelle, quasi obbligata la presenza tra le possibili premiate di Cara Delevingne, sempre più in ascesa anche come designer, oltre che di Jourdan Dunn e Sam Rollinson. Unica vera sorpresa, l’incredibile e clamorosa esclusione dalle nomination di Suki Waterhouse,  altra modella in vertiginosa ascesa.

Alla  corsa per i British Fashion Awards come migliori creatrici di accessori concorreranno Charlotte Olympia e Anya Hindmarch, mentre la lotta per il titolo di miglior designer internazionale sarà riservata a stilisti nati o che lavorano in Francia, vale a dire Hedi Slimane per Saint Laurent, Nicolas Ghesquière per Louis Vuitton e Raf Simons per Dior.

Un’assenza pesante quella degli stilisti e dei brand italiani dalla fase finale dei British Fashion Awards, ma che non stupisce più di tanto: da tempo i brand degli altri paesi europei sembrano aver fatto blocco contro le nostre griffe, a tutto vantaggio di marchi che provengono da una precisa area geografica.

Eppure l’anno scorso almeno una nomination riuscì ad ottenerla, quella di Miuccia Prada: stavolta zero assoluto, eppure non sembra che  la creatività italiana, la capacità di interpretare la moda in maniera originale e particolare sia seconda ad alcuno.