Bossetti ossessionato da Yara: su Facebook visitava la pagina di una quasi omonima

Emergono ancora nuovi particolari sul caso Yara: Bossetti visito la pagina Facebook di Ilaria Gambirasio, quasi omonima di Yara ed intanto pare che la ragazzina prima di morire venne torturata

Si ritorna a parlare del caso Yara Gamrirasio. Nonostante la fase delle indagini sia stata chiusa, continuano ad emergere nuovi elementi sul caso della la ragazzina tredicenne di Brembate di Sopra assassinata cinque anni fa.

Le ultime notizie sull’omicidio di Yara Gambirasio si concentrano su alcune testimonianze andate in onda durante l’ultima puntata della trasmissione Chi l’ha visto?

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Pare che l’uomo accusato dell’assassinio di Yara, Massimo Bossetti abbia visitato il profilo Facebook di Ilaria Gambirasio, quasi omonima di Yara.

La stessa Ilaria Gambirasio ha detto:

“L’ho scoperto solo poche settimane fa. Con me dai carabinieri sono state interrogate anche altri giovani, anche loro erano stati chiamati per questa storia. Cosa ho pensato? Non mi sono stupita, perché essendo vicina ci sta un pò di curiosità”.

Vero è che, visitare il profilo Facebook della propria vicina non è di per se così strano, ma la perizia informatica effettuata sul pc di Massimo Bossetti che parla di ricerche quali ‘tredicenni’ o ‘tredicenni vergini’ e questo assume un significato ben diverso.

Un’altra testimonianza rilasciata al settimanale Dipiù conferma invece l’ipotesi che quel giorno di 5 anni fa Yara Gambirasio fu torturata dal suo assassino.

Un particolare tremendo che se dovesse essere confermato, per Massimo Bossetti scatterebbe l’aggravante della crudeltà. Per l’uomo è ormai vicinissimo il rinvio a giudizio.

Una fonte che ha deciso di rimanere anonima ha detto:

“Sul corpo di Yara c’erano diverse ferite, tutte provocate da un coltello o da un taglierino dalla lama molto affilata, secondo il magistrato quei tagli erano pure e semplici sevizie. Torture in piena regola”.

Il rischio che Massimo Bossetti venga condannato all’ergastolo è sempre più vicino.

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ultimo aggiornamento: 20-03-2015

Emanuela Bertolone

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