Bebe Vio, trionfo in Coppa del Mondo e dedica social alla mamma

Bebe Vio ha ottenuto il suo ennesimo trionfo in coppa del mondo, facendone un’occasione per dedicare un pensiero all’adorata mamma.

Bebe Vio ha ottenuto un ennesimo trionfo in Coppa del Mondo. L’atleta paralimpionica italiana si è confermata leader mondiale della categoria B di fioretto femminile, dove ha colto il terzo successo su ben 3 gare disputate. La vittoria è giunta al termine di una prova ottima a dir poco della fiorettista veneta, che in finale ha vinto per 15-5 sull’ungherese Gyongyi Dani. Nel corso della semifinale, Bebe Vio aveva sconfitto nettamente, col punteggio di 15-2, l’ucraina Tetiana Pozniak. Ai quarti la nostra Bebe aveva vinto per 15-5 sulla giapponese Anri Sakurai.

Bebe Vio: “Mia madre rimane sempre il mio punto di riferimento!”

Bebe Vio
FONTE FOTO: instagram.com/bebe_vio

La vittoria di Bebe ha rappresentato anche l’occasione giusta affinché l’atleta potesse dedicare un pensiero alla sua mamma, nel giorno dedicato appunto alle madri.

Bebe ha così preso spunto dalla sua gara per fare pace con la madre, con la quale sembra avesse avuto un diverbio prima della gara, con una dedica su Instagram: “Mia madre è una grande donna, con la quale ogni tanto discuto, ma che rimane sempre il mio punto di riferimento. Ecco, ora immagino stia già piangendo… Tanti auguri a tutte le mamme”.

Bebe ha rivolto un pensiero anche ad un suo compagno atleta: “Sono molto felice per questa gara, era un po’ che non ne facevo e la pedana mi mancava…Vorrei fare i complimenti ad Emanuele Lambertini, è il più giovane della squadra con i suoi 18 anni e fa parte anche lui della nostra associazione art4sport Onlus. Dopo aver vinto i Mondiali under 23, ormai ha cominciato a vincere le sue prime medaglie anche con i grandi. Vai Ema!”.

Ricordiamo che Bebe, all’età di 11 anni fu colpita da una meningite fulminante che le causò un’estesa infezione, rendendo necessaria l’amputazione di avambracci e gambe. Recentemente suo padre ha sostenuto che avrebbe dovuto vaccinarla: “A dieci anni aveva fatto la profilassi contro la meningite di tipo A. Allora i sanitari ci dissero che era troppo piccola per sottoporla alla vaccinazione contro la B. Per loro era meglio aspettare che compisse i quattordici anni. Noi ci siamo fidati, d’altronde erano degli specialisti. Purtroppo ci siamo sbagliati: praticamente dodici mesi dopo mia figlia ha contratto il batterio”.