Beatrice Borromeo: “E’ vero sono una privilegiata, ma ho sempre lavorato per mantenermi”

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Dalla sua relazione con Pierre Casiraghi al suo desiderio di indipendenza: Beatrice Borromeo vuota il sacco e racconta desideri e progetti

Dopo essere intervenuta sull’affaire Madia, il discusso servizio fotografico pubblicato su Chi da Alfonso Signorini in cui si vede il ministro della Pubblica Amministrazione e della Semplificazione intenta a mangiare un cono gelato, Beatrice Borromeo si racconta.

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Parla di sé, della sua famiglia, del suo fidanzato Pierre Casiraghi e del suo lavoro. Anzi, soprattutto del lavoro di giornalista. Beatrice Borromeo spiega perché ha scelto le donne di mafia per tornare in televisione (ha realizzato due documentari per SkyTg24 sulle donne della ‘ndrangheta).

“Un paio di anni fa, per la tesi del mio master in giornalismo alla Columbia University, ho presentato un lavoro sul traffico di cocaina che dal Sudamerica arriva in Italia via New York e avevo aperto contatti con Fbi e Dea e con Nicola Gratteri, procuratore a Reggio Calabria”.

Anche il suo fidanzato le ha dato una mano come fotografo nella realizzazione dei due documentari che hanno come protagonisti le donne della ‘ndrangheta.

Il futuro – Beatrice parla delle sue sorelle da parte di padre (Lavinia, sposata con John Elkann) e Isabella (che ha impalmato il conte Ugo Brachetti Peretti)  che sono diventate mamme:

“Io non mi sento ancora pronta per avere dei figli anche se sono sicura che Pierre sarebbe un ottimo papà. Certo l’idea di dipendere economicamente dagli altri, che si tratti di un genitore o di un marito, mi terrorizza. Che poi è il motivo per cui da ragazzina ho fatto la modella”.

Parla poi dei rapporti con la famiglia che all’inizio non approvava le sue scelte, e ammette di essere una privilegiata.

“Penso che a Santoro interessasse proprio l’incontro tra due mondi, quello da cui provengo e quello che ho scelto. E anche oggi grazie a Pierre, a mia sorella Lavinia e al marito John mi capita di conoscere e intervistare persone straordinariamente interessanti, a cui altrimenti non avrei accesso”.

Poi parla di soldi, dice di guadagnare “quanto un redattore ordinario. Non ho rendite e cerco di non chiedere aiuto ai miei anche se mi hanno dato una mano l’anno in cui ho studiato in America”.

E ripete:

“Sono stato stra-privilegiata, ho accesso a posti e a cose belle, ho potuto viaggiare, seguire le mie passioni senza la paura del futuro. Ma questa fortuna cerco di ripagarla, dandomi da fare”.

 

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ultimo aggiornamento: 10-11-2014

Emanuela Bertolone

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