Bambina vegana non frequenta l’asilo. La mamma: “Quel cibo non rispecchia il nostro modo di vivere”

Una coppia di genitori ha fatto scoppiare un caso in un piccolo comune del Bresciano: la bambina vegana resterà così a casa con la madre durante l’ultimo anno della scuola materna.

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Storia incredibile a Pontevico: protagonista è una famiglia vegana e dedita all’autoproduzione, che ha deciso di ritirare la propria figlia dalla scuola dell’infanzia contro la decisione dell’amministrazione comunale di obbligare tutti i bambini a frequentare la mensa dell’istituto.

“Siamo una famiglia vegana: il cibo che viene distribuito in mensa a noi non va bene, per questa ragione ho deciso di non mandare più nostra figlia all’asilo”.

E’ questa la drastica decisione presa da Stefania Rossini, mamma vegana di una bambina di cinque anni, che ha fatto dell’alimentazione ‘sana’ la sua battaglia di vita.

“La mia famiglia è vegana e mangia solo cibo che produciamo nel nostro orto e nel nostro frutteto, dunque senza l’utilizzo di concimi chimici”.

Una scelta che si scontra con la nuova norma introdotta dall’amministrazione comunale che da quest’anno ha reso la mensa obbligatoria all’asilo.

“L’alternativa vegana l’abbiamo data — spiega il vicesindaco Luciano Migliorati — ma il problema è legato all’autoproduzione del cibo, non è possibile perché l’Asl non ci autorizza”.

Da quest’anno infatti il Comune ha deciso di togliere la possibilità di portare a casa i bambini per pranzo, salvo gravissimi motivi legati a particolari problemi sanitari. L’Asl non autorizza ad acquistare cibi non controllati, quindi non è possibile fornire un pasto in mensa con cibi autoprodotti.

Dieci anni fa infatti, l’amministrazione comunale aveva deciso di dare alle famiglie con bambini con intolleranze alimentari la possibilità di portarli a casa. Erano pochi casi. Con il passare del tempo, si è abusato di questa opportunità e, su novanta iscritti, il 60 per cento non frequentava la mensa. Questo ha creato anche disguidi organizzativi al personale, impegnato a gestire l’uscita e il rientro di una cinquantina di bambini più volte al giorno. La scuola ha segnalato inoltre l’importanza da un punto di vista formativo e di socializzazione nel momento del pasto e così abbiamo deciso di rendere obbligatoria la mensa.

Una decisione che però si scontra con lo stile di vita di questa famiglia pontevichese.

“Non avendo trovato un accordo — spiega la mamma vegana — ho deciso di toglierla dall’asilo che, peraltro, non è una scuola dell’obbligo. Mia figlia seguirà un percorso parallelo, aiutata anche da una mia amica esperta”.

Emanuela Bertolone.