Baby Squillo: il Degrado dell’Uomo Italiano

Da Roma a Milano, le baby squillo, storie di prostituzione minorile che stanno sconvolgendo l’Italia. Ma mentre tutti, anche giustamente, pensano a condannare le ragazzine, nessuno o quasi si interroga sul comportamento ignobile dei loro clienti.

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Da qualche settimana non si parla d’altro. Le pagine dei giornali ed i salotti televisivi italiani sono invasi dallo scandalo delle baby squillo, un’immagine orribile della nostra realtà che non accenna a scolorire. Anzi, gli ultimi aggiornamenti che vengono a galla di queste storie di sesso ed adolescenza rubata hanno tinte sempre più forti e cupe.

Si passa dal giro di prostituzione di Roma dove due ragazzine hanno pericolosamente giocato a fare le grandi, prendendo la direzione più sbagliata, quella dei soldi facili, della bella vita, della droga per qualche serata mondana, tutto in cambio di sesso. Per mesi hanno venduto il proprio corpo in uno squallido appartamentino nel quartiere della “Roma bene”, creandosi una lista di clienti in alcuni casi per nulla occasionale e facendosi guidare da qualcuno che ben sapeva gestire questo assurdo “gioco”. I messaggi che si inviavano le due amiche, quei testi in cui parlavano degli uomini con cui erano appena state fanno rabbrividire, quanto forse l’idea che la spinta a tutto questo, almeno per una delle due protagoniste, era data proprio dalla madre, se così si può ancora definire.

Non c’è solo Roma sul banco degli imputati, anche il Nord Italia ha la sua pagina sporca di inchiostro: il clan delle “ragazze doccia” a Milano è uscito inesorabilmente allo scoperto, gruppi di liceali che nei bagni regalano sé stesse, quello che di più intimo hanno in cambio di qualsiasi cosa o oggetto che forse da sole non possono avere e che per loro apparentemente rappresenta tutto.

Fin da subito tutti gli italiani si sono scagliati contro il mondo marcio degli adolescenti di oggi, puntando il dito sulle due ragazze che hanno dimostrato una totale mancanza di valori, di dignità per sé stesse ed il proprio corpo. Tutto questo è vero, anzi sacrosanto.

Ma degli uomini che andavano con queste ragazzine nessuno dice nulla? Dei professionisti, ultratrentenni, di mariti e padri che a fine giornata o durante una pausa si divertivano a fare i “papponi” non ci scandalizziamo? Strano, molto strano che in un Paese evoluto come il nostro, in una nazione che si vanta di aver superato il suo profondo maschilismo, ci si dimentichi di condannare questi uomini, frutto anche loro della nostra società.

Baby Squillo: il Degrado dell'Uomo Italiano
Baby Squillo: il Degrado dell’Uomo Italiano

Bisogna rendersi conto che nel 2013 il genere maschile italiano ha ancora bisogno di pagare per provare piacere, per assecondare le proprie voglie, per sentirsi soddisfatto mentalmente e fisicamente. In alcune recenti statistiche è emerso che almeno 1 uomo su 10 frequenta le prostitute in modo assiduo, meglio non pensare all’incremento che subirebbe questa statistica se considerassimo tutti gli uomini che anche solo per una volta hanno avuto un incontro ravvicinato con una squillo.

L’aspetto peggiore di tutto ciò è che davanti alla possibilità di sesso gli uomini non si fermano neanche di fronte ad una carta d’identità che testimonia che quelle generatrici di piacere non sono altro che bambine cresciute un po’ in fretta, che in alcuni casi potrebbero essere le loro figlie. In questo degrado assoluto infine ci sono anche le altre vittime invisibili, umiliate profondamente: si tratta di tutte le mogli, fidanzate, figlie e madri di questi uomini che da anni, decenni, continuano a calpestare l’onore delle donne.

FLOP!

Claudia Elena Rossi.