Baby Blues.

Come reagire alla depressione post-partum?

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Partorire è, per ogni donna, un’esperienza unica, inspiegabile, dolorosa e sconvolgente. Ogni parto è a sé, diverso, traumatico e, al tempo stesso, fortificante. Partorire è sofferenza, fisica e mentale! Partorire è energia, consapevolezza dei propri limiti, gratificazione allo stato puro, forza! Non c’è nulla, a mio avviso, che possa equiparare una tale mescolanza di sensazioni!

Il parto è “l’esperienza” che cambia la vita della donna, da quel momento in poi avremo, tra le nostre braccia una vita da accudire.
Questo ci stravolge, in questo momento siamo deboli fisicamente ed emotivamente, in preda a tempeste ormonali e sbalzi d’umore che, nella maggior parte dei casi, si risolvono in un leggero malessere non duraturo. Ci si sente stanche, sensibili al pianto, sole.
E’ bene, per la donna, non rinchiudersi in casa, incontrarsi con le altre mamme, confrontarsi e rendersi conto che ci troviamo tutte, chi più chi meno, nella stessa situazione.

Questo “stato alterato” del nostro essere viene denominato,  “Baby Blues”, colpisce la quasi totalità delle donne e, soltanto nel 20% circa dei casi si trasforma in depressione Post-Partum. Si riconosce da sintomi quali insonnia, svogliatezza, paura di restare da sole col bambino, ansia di far del male al piccolo, inappetenza, pessimismo. Ci sono donne più predisposte di altre ad ammalarsi di depressione, vuoi per indole, vuoi per condizioni esterne che ci opprimono. Quest’ultima è realmente una malattia che va diagnosticata e curata per tempo rivolgendosi a specialisti.

Gillono Cinzia