In arrivo il picco di influenza a metà febbraio

Entra nel vivo la stagione dell’influenza: il picco è atteso per metà febbraio e la causa potrebbe essere il calo delle vaccinazioni a causa della vicenda del vaccino Fluad.

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Febbraio sarà il mese dell’influenza, ma i casi sono già in crescita da ora con  quasi 1,5 milioni di italiani già colpiti e 60 casi gravi registrati nelle ultime settimane.

”Per una cinquantina di questi è stato necessario ricorrere alla ventilazione assistita.  La maggioranza dei casi  è dovuta al virus della cosiddetta influenza suina, A-H1N1, ma questo dato non preoccupa particolarmente. Infatti ci si attendeva l’arrivo di un ceppo virale nuovo ed eventualmente più virulento, ma al momento il ceppo che continua a circolare maggiormente è appunto l’H1N1, già noto e già ricompreso nella composizione del vaccino”.  Comunica l’Istituto Superiore di Sanità (Iss).

Il nuovo ceppo virale, per il momento, si sta diffondendo solo in Usa e nord Europa, ma non nel nostro Paese: si tratta di una variante del virus A-H3N2, non ricompresa nel vaccino.

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“Questo ceppo potrebbe arrivare anche da noi, ma bisogna vedere, nel caso, in che termini e portata. Insomma  è una spia rossa che si accende, ma non è detto che a ciò corrisponderà poi un reale pericolo”. Comunica l’Iss.

Inoltre, a pesare sul bilancio finale dell’influenza stagionale, potrebbe essere il calo registratosi quest’anno nelle vaccinazioni a causa della vicenda del vaccino Fluad  stimato in circa il 15-20%.

Ora è stato dimostrato che il vaccino Fluad è sicuro, quindi, è consigliato, per le categorie a rischio come gli over 65, vaccinarsi per evitare complicazioni più gravi. A questo scopo è stataprolungata la campagna vaccinale, indirizzata come indicato dal ministero della Salute:

“per i soggetti di età pari o superiore a 65 anni; per i bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi e adulti fino a 65 anni di età affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza; per i bambini e gli adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale; per le donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino nel secondo e terzo trimestre di gravidanza; per gli individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti; per i medici e il personale sanitario di assistenza; per i familiari e i contatti di soggetti ad alto rischio; per i soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo; per il personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani”.