Appello degli esperti contro i suicidi: quasi sempre l’ amore uccide

Il 98% dei suicidi avviene perché l’ amore uccide. Il timore degli esperti va anche verso i casi di dipendenze.

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Guai a dire che non si può morir d’amore. Recenti studi hanno verificato che il 98% dei tentativi di suicidio sono riconducibili a traumi affettivi. Quindi l’ amore uccide. Lo conferma Antonio Andreoli, psichiatra e psicoanalista, docente all’Università di Ginevra, durante la tavola rotonda organizzata presso l’ospedale San Carlo Borromeo di Milano. Al centro del dibattito, le nuove forme di malessere psichico e le terapie indicate. Il quadro attuale è questo: dipendenze da cibo, alcool e sostanze. Tutte reazioni che si possono definire una ‘controdipendenza’, ovvero una fuga dalle responsabilità che comportano la relazione con l’altro (partner, collega o superiore diretto, in tutti gli ambiti della vita). Un fenomeno assai pericoloso, che si sta espandendo a macchia d’olio. Ma anche l’ amore uccide. Le vittime hanno tutte le età e sono i cittadini di tutto il mondo. E se chi fa ricorso a cibo, alcol e sostanze psicoattive per alienarsi dalla società, per fare a meno di qualcuno, o di tutti, chi si toglie la vita non vede altre chance dopo l’abbandono. I ricercatori dell’Università di Melbourne (Australia) hanno studiato i casi di suicidio, fornendo una soluzione: l’installazione di reti e barriere su ponti alti e scogliere. Secondo gli esperti, sono le misure di sicurezza idonee a  ridurre i suicidi di oltre il 90%. In secondo luogo, gli scienziati australiani, si sono soffermati sull’importanza degli interventi che forniscono supporti e aiuti (come i call center), definendoli utili a ridurre i suicidi del 61%. L’ amore uccide più della crisi economica, dunque. E l’equipe australiana punta il dito sull’uso di pattuglie anti-suicidio, che, a parere loro, avrebbero un effetto dissuadente del 47%. Ma le morti per suicidio si possono prevenire? Può farlo solo chi gli è vicino (parenti, amici, colleghi), non abbandonando chi si dimostra di essere fragile. Il vero soccorso, in questi casi, è più che umano. Occorre convincere chi ha bisogno di farsi aiutare da un terapeuta.