Gli Anni ’80: uno Stile diventato Cult da Museo

Il Museo della Figurina di Palazzo Santa Margherita di Modena diventa alla moda con “So 80’s!”, la mostra dedicata agli Anni ’80 che verrà inaugurata mercoledì 14 maggio e sarà disponibile fino al 2 giugno.

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Indimenticabili Anni ’80 : cartoni animati giapponesi, serie televisive americane, i Duran Duran, Cyndi Lauper, Grace Jones, Madonna e l’intramontabile Flashdance.

In uscita da un decennio di importanti rivoluzioni sociali, gli Anni ’80 confermano la forte ventata di cambiamento generale: se fino ad allora le silhouette dei capi d’abbigliamento femminili erano più  bon ton e ladylike, da quì il fashion fa un passo avanti e una dichiarazione: permesso e lecito, anzi gradito, osare e ostentare.

I total look si fanno così sempre più sexy e dallo spirito ribelle, un pieno inno alla provocazione e alla rivendicazione di libertà a tutto tondo e mai vista prima, oltre a lasciare ben poco spazio all’immaginazione.

I capi icona della moda degli Anni ’80 sono numerosissimi.

Come capi vita le gonne cortissime e a strati di tulle iper colorati indossate su fuseax aderenti e lucidi o in pelle nera, i pantaloni, meglio se jeans, rigorosamente  a vita alta chiusi da una cintura e abbinati ad una felpa, che spesso veniva infilata dentro i pants.

Via libera alle maglie macro size e asimmetriche che lasciano intravedere una spalla, top sportivi corti e senza maniche, t-shirt bianche con stampe divertenti e maglie a rete, incorniciati da bomber corti.

Gli accessori non mancano: reggiseni come bustier, pizzi e merletti a gogò, bijoux fatti di irriverenti croci e crocifissi al collo, ai polsi e alle orecchie, perché più ce n’è e meglio è, e sneakers a piedi.

Negli Anni ’80 abbondano anche il trucco accentuato da tonalità fluo negli occhi che va oltre le sopracciglia e labbra con rossetto contornato dalla matita. Anche i capelli non passano inosservati: le folte chiome leonine sono abbellite da grandi fiocchi in testa e da cerchietti a pois.

La fashion designer Vivienne Westwood la cui carriera di stilista è strettamente legata ai Sex Pistols e al più puro London style, crea negli anni ‘80  il look punk e  la moda dello stile da pirata, con le bluse dalle maniche gonfie e i volant che hanno fatto storia.

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Gli Anni ’80: uno Stile diventato Cult da Museo
Gli Anni ’80: uno Stile diventato Cult da Museo

Anche il glam rock e David Bowie contribuiscono alla moda degli Anni ’80 : brillantini, tonalità neon e fluo, colori iper bold, trucco e parrucco esagerato e impossibile da non notare, guanti con le dita tagliate, maxispille e scaldamuscoli.

La moda Anni ’80 può piacere o meno, ma la certezza è che ha fatto nascere una nuova e multisfaccettata fashion culture, da cui molti stilisti, brand attingono a piene mani ancora oggi.

Il decennio kitsch per eccellenza oggi si guarda con meraviglioso stupore, e per chi non l’avesse vissuto in prima persona, ci pensa Il museo della Figurina di Palazzo Santa Margherita di Modena a farlo rivivere con “So 80’s!” la mostra, dell’iniziativa “Ecofashion weekend”, verrà inaugurata mercoledì 14 maggio alle ore 17,00.

Nella cornice di “80-90. Televisione, musica e sport in Figurina” verranno esposti capi vintage, accuratamente scelti in modo da rappresentare le principali caratteristiche stilistiche di quegli anni, abitano la sala espositiva e dialogano con le immagini in mostra e i look si svelano attraverso cinque temi: floreale, grafico, animalier, fantasia e couturier, e saranno raccontati con capi di Lacroix, Ferré, Versace, Krizia, Coveri e Valentino.

Tra le varie iniziative, sabato 17 maggio alle ore 18,00 in occasione della “Notte Europea dei Musei”, il Museo della Figurina, in collaborazione con la Galleria Civica, presenta nel chiostro di Palazzo Santa Margherita “Ecofashion Show”, sfilata di moda organizzata dagli Istituti Cattaneo-Deledda e Venturi.

Gli abiti e gli accessori in passerella nascono con il progetto del nuovo brand di eco-couture “Grace D” dell’Istituto Cattaneo-Deledda: capi unici realizzati con l’uso di residui di stoffa provenienti dalla confezione di capi griffati, rimasti inutilizzati e messi a disposizione da aziende del territorio.

Dagli scarti di tessuto è nata una collezione di “eleganza sostenibile” che coniuga artigianato e creatività, tradizione e innovazione.

Licia De Pasquale.

Guarda cosa accadde oggi.

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