Anna Maria Franzoni rimane ai domiciliari: «Fa la mamma ed è contenta»

Il tribunale di sorveglianza di Bologna ha stabilito che Anna Maria Franzoni, condannata per la morte del figlio Samuele il 30 gennaio del 2002, continuerà a rimanere agli arresti domiciliari.

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E’ stata prorogata la detenzione domiciliare per Anna Maria Franzoni, condannata per la morte del figlio Samuele, a Cogne nel 2002.

A deciderlo è stato il tribunale di sorveglianza di Bologna che ha disposto la proroga del beneficio visto che la detenuta ha già scontato due terzi della pena.

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L’avvocato Lorenzo Imperato che difende Anna Maria Franzoni, insieme alla collega Paola Savio ha così spiegato la decisioen del tribunale:

«Abbiamo argomentato, nel senso che la nostra assistita ha già scontato i due terzi della pena che deve espiare quindi, secondo noi, sussiste il requisito per disporre la proroga del regime di detenzione domiciliare».

Lorenzo Imparato ha ancora aggiunto che:

«La Cassazione ha già stabilito che non si pone alcun problema di pericolosità e che l’istanza di questa detenzione domiciliare fu tempestivamente presentata. La Cassazione aveva chiesto soltanto al tribunale di sorveglianza di Bologna di verificare che sussistessero le condizioni per la proroga visto che adesso Gioele ha più di dieci anni».

Anna Maria Franzoni sta trascorrendo questo periodo in cui è in regime detenzione domiciliare a Ripoli di Santa Cristina, sull’Appennino emiliano.

Il 21 maggio 2008 la Corte di Cassazione aveva riconosciuto definitivamente come colpevole del delitto la madre del piccolo, Annamaria Franzoni: la donna ha scontato in carcere una pena effettiva di 6 anni.
Il caso ebbe una rilevanza mediatica notevole principalmente a causa delle numerose interviste televisive rilasciate dalla Franzoni subito dopo il delitto (partecipò tra gli altri al talk show Porta a Porta e al Maurizio Costanzo Show) e alla apparente decisione della difesa di utilizzare il mezzo televisivo per ottenere l’appoggio dell’opinione pubblica che, almeno nelle prime fasi del processo che seguì, di fatto si divise fra innocentisti e colpevolisti.
Paola Savio, collega di Lorenzo Imparato aggiunge:

«Anna Maria Franzoni è entrata in un ‘tran tran’ domestico che peraltro era quello che voleva. Quindi è contenta, segue i suoi figli, fa la mamma, cucina, lavora: insomma una persona normale».