Alzheimer: prevenzione con uva, fragole e mirtilli

La fisetina e il polifenolo contenuti nella frutta esercitano un’azione preventiva contro l’ alzheimer e il parkinson

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Gli antiossidanti contenuti nella frutta sono i veri alleati nella prevenzione delle malattie legate all’invecchiamento cellulare: morbo di Parkinson e Alzheimer.  A dirlo è una ricerca del 2010 condotta presso la Fondazione Mach (Fem), in Trentino. Lo studio ha monitorato l’effetto dei metaboliti della frutta sull’organismo umano, analizzando la loro interazione con i meccanismi cellulari. La lente di ingrandimento è finita sull’acido gallico, presente nel vino e nei piccoli frutti. Ebbene, è stato riscontrato che quantità significative del polifenolo si depositano proprio nel cervello, agendo esattamente come fattore di prevenzione di alcune malattie legate alla neurodegenerazione.

Le ricerche internazionali e nazionali cosa riscontrano?

Una conclusione che conferma l’esito di un’altra ricerca, condotta presso il Salk Institute for Biological Studies (California) e concentrata, in particolare, sull’effetto di fragole e mirtilli. Dati alla mano, gli scienziati americani hanno concluso che questi frutti sono capaci di prevenire l’ alzheimer. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Aging Cell. La differenza con la ricerca italiana, condotta sull’essere umano, è che quest’ultima ha utilizzato i topi. Inoltre, se i ricercatori nostrani danno il merito di tale azione preventiva al polifenolo, gli studiosi californiani puntano il dito sulla Fisetina, un flavanolo naturale della famiglia dei flavonoidi, imputando a quest’ultima l’azione di contrasto rispetto al deterioramento della memoria e dell’apprendimento.

Che sia il polifenolo o la fisetina, la frutta fa bene al cervello. Questo è assodato. Anche “The American Journal of Medicine”, infatti, sottolineò tempo fa l’importanza di bere per almeno tre volte a settimana succhi di frutta, indicandola come un’abitudine che porta alla riduzione del 76% del rischio di sviluppare il morbo di Alzheimer. Il loro consiglio era quello di puntare sull’uva. Per dare merito alla scienza, a questo punto, non resta che preparare una centrifuga a base di fragole, mirtilli e uva e consumarla almeno tre volte a settimana. Non sembra un grande sacrificio.