“Qui non si può allattare”. A Biella il flash mob di protesta contro chi nega il diritto delle mamme

La notizia ha fatto il giro della città: una giovane mamma si è sentita negare il permesso di allattare alle Poste di Biella. Allora ha organizzato un flash mob…

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Alle 11.30 di martedì 30 gennaio, l’ufficio postale di Biella non è mai stato così trafficato. Sono decine e decine le persone (soprattutto mamme) che si sono riunite a supporto di Francesca. La giovane mamma biellese venerdì scorso era stata invitata “a usare un biberon o a uscire” dalle Poste centrali di Biella per nutrire il figlio di 3 mesi. Ma non si è data per vinta e ha organizzato un flash mob al grido di “Tutti ad allattare davanti alle Poste“.

FLASH MOB BIELLA
La dimostrazione, davanti alla sede centrale della Posta

La manifestazione si è tenuta proprio davanti alle stesse Poste centrali di Biella, per protestare contro questo atto discriminatorio e oltraggioso. La dimostrazione è stata assolutamente pacifica, non ha intralciato il traffico e nemmeno l’attività dei dipendenti delle Poste, come raccomandato dalla Questura.

FLASH MOB BIELLA
Il flash mob nei pressi del Caffé Vergnano (di fronte alle Poste)

Le mamme hanno anche avviato una raccolta di firme su change.org.

Il ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia, con un tweet, aveva espresso solidarietà alla mamma, annunciando una direttiva per tutta la pubblica amministrazione perché ”in  alcun luogo dovrebbe essere vietato l’allattamento“.

Dal canto suo, Papa Francesco ha autorizzato l’allattamento al seno persino in Chiesa: “Quando un bambino piange perché ha fame, alle mamme dico: se ha fame, dagli da mangiare qui, con tutta libertà”.

La testimonianza di Francesca Castelli , denunciata sui social:

Entro nell’ufficio postale per un paio di commissioni, aspetto il mio turno, e mentre sono allo sportello mio figlio (neonato, compie oggi 3 mesi!) si sveglia ed inizia a lamentarsi. Pago e mi metto in un angolo, a six dell’entrata, per sfamarlo (allatto..).

Come spesso accade…nel mentre si sporca…al che chiedo per cortesia di indicarmi il bagno, la signora allo sportello va dietro e chiama la direttrice, la quale mi dice che non ci sono posti per noi, neanche “dietro”, che non è un bar e che non posso cambiarlo in mezzo ai clienti (mi chiede anche se avrei mai fatto la stessa richiesta in banca, ovviamente le rispondo prontamente di sì, certo!), alla fine siccome ero visibilmente scocciata dalla risposta e non mollavo…mi invita a mettermi dietro ad un cartellone. Fin qui va beh…l’avrei cambiato e me ne sarei uscita…

Peccato che sia arrivato il direttore a rincarare e sparare assurdità per farmi sentire totalmente fuori luogo: mi accusa di aver fatto una richiesta assurda e che loro hanno anche l’obbligo di far mettere museruole ai cani e non possono far appoggiare alle persone anziane/bisognose il bastone al bancone perchè multabili, e che se mi avessero fatto appoggiare ad una scrivania era una multa di 1700€ per uso improprio.

Io scioccata già per queste affermazioni e paragoni… avevo chiesto semplicemente un bagno o un tavolo per poterlo cambiare, neanche un fasciatoio voglio dire, ho già tutto dietro…2 minuti e sarebbe finita lì…potevano anche assistermi se avevano paura che rubassi raccomandate!!

Non contento poi rincara la dose dicendomi che è VIETATO allattare al seno che si può solo col biberon. Non potevo crederci…un direttore che dice queste parole??!!!! Alla richiesta di mostrarmi la legge ovviamente è andato negli uffici dietro agli sportelli e non s’è più fatto vedere, ha negato anche di farmi dire il nome”.