Alla ricerca della patata viola

Difficile da trovare, costosa, ma gratificante, la patata viola è l’ingrediente che ravviva i nostri piatti e regala tanta salute.

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Avete capito bene. Esiste una patata viola. E’ una specie antica e rara proveniente dal Perù, molto apprezzata dagli chef che negli ultimi anni l’hanno selezionata per i loro piatti, soprattutto a base di pesce, come un carpaccio di spigola, o un’orata al forno.

Pur sembrando una scoperta dell’ultimo minuto, questa patata dal colore vivace, vanta origini antiche.

Nonostante il suo atipico colore, viola dentro e fuori, va sottolineato che non si tratta di un prodotto modificato geneticamente.

Il suo profumo si avvicina a quello della nocciola, ma il suo gusto è più simile a quello di una castagna.

A differenza della classica patata, quella viola è straordinariamente ricca di antiossidanti, per cui contribuisce a contrastare l’invecchiamento, a rafforzare il sistema immunitario e a combattere i radicali liberi.

Contiene, inoltre, molte vitamine e proteine, caratteristica che la rende un alimento energetico.

La patata viola è ricca di antocianine, pigmenti che contribuiscono a migliorare la vista e combattono il cancro del colon. Gli studiosi americani la elogiano per i suoi benefici nella prevenzione delle malattie cardiache e per il ruolo fondamentale che hanno nell’abbassamento della pressione del sangue, e nel mantenimento di ottimi livelli di colesterolo.

La brutta notizia è che non si trova facilmente. Si può trovare nei negozi specializzati per addetti alla ristorazione e il suo costo supera ovviamente la patata comune.

A tavola può essere servita, oltre che come accompagnamento ai piatti di pesce, anche mescolata con la patata classica, per un divertente effetto cromatico e sensoriale, oppure in purea. Gustose come elemento di base per gli gnocchi.