Alito cattivo, i consigli dell’esperta per porvi rimedio

I consigli dell’esperta Silvana Gambaro per porre rimedio ai problemi riguardanti l’alito cattivo e le sue spiacevoli conseguenze.

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L’alito cattivo è sicuramente un fenomeno piuttosto spiacevole non solo nei rapporti con gli altri, ma potrebbe nascondere anche qualche problema più grave. Questa è principalmente la ragione per la quale vi invitiamo, come suggerisce anche Donna Moderna, a seguire i consigli della naturopata ed ed erborista Silvana Gambaro, per tentare di porre rimedio a questo fastidioso problema.

Silvana Gambaro e i consigli per porre rimedio all’alito cattivo

Per quanto riguarda la causa dell’alito cattivo con odore acidoammoniacale, come suggerisce l’esperta: “La causa è prevalentemente di natura alimentare e spesso coincide con patologie a carico del sistema digestivo come ernia iatale, reflusso gastroesofageo, gastrite, ulcere gastriche”. 

In questo caso bisognerebbe: “Assumere enzimi digestivi (si trovano comunemente in erboristeria e farmacia) che regolano e migliorano l’assorbimento degli alimenti agevolandone la decomposizione e lo smaltimento. Assumere contemporaneamente un leggero correttore del ph (esistono numerose polveri che hanno questo scopo): è sufficiente mezzo cucchiaino prima dei pasti per riportare il ph a valori ottimali e migliorare tutte le funzioni dello stomaco”.

Fermo restando che nei casi più gravi è sempre indicato il ricorso ad uno specialista, la Gambaro invita sempre e comunque ad una corretta igiene orale per difendersi da batteri a alito cattivo: “Spesso è sufficiente un dente sanguinante o una carie per causare un alito sgradevole, soprattutto qualora non si esegua una scrupolosa pulizia della bocca dopo i pasti. Prendersi cura dell’igiene della bocca è naturalmente il sistema più corretto per migliorare il problema, ma anche l’utilizzo di alcune gocce di olio essenziale di Timo ed Eucalipto diluiti in poca acqua tiepida, aiuta a correggere lo stato batterico. È inoltre consigliabile, una volta al giorno, aprire una capsula di fermenti lattici (es. Lactobacillo acidophilus) e frizionare le gengive”.