Alfonso Signorini si sbottona con la Bignardi:”Non sapevo cosa fossero le pugnette”

Il direttore di Chi, Alfonso Signorini, ospite a Le invasioni barbariche, si apre sui temi più disparati dall’autoerotismo al bullismo, passando per la sua malattia e Valeria Marini.

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Alfonso Signorini, ospite di Daria Bignardi a Le invasioni Barbariche, in attesa di tornare in Tv come commentatore della nuova edizione de L’Isola dei famosi, ha regalato all’amica e conduttrice, momenti di grande confidenza.

Si tratta di un momento professionale molto importante per Alfonso Signorini, dopo i suoi problemi di salute è arrivata la sua prima autobiografia L’altra parte di me, il suo ultimo e più intimo libro in cui narra le luci e le ombre della sua vita.

“Ero un bambino molto anomalo, avevo degli interessi diversi da quelli dei miei compagni. E quando tiravo fuori il panino umidiccio con la spalla di maiale avvolto nella stagnola che mi preparava mia madre, venivano da me e lo prendevano a calci. Per me è stata una vera e propria violenza”. Dichiara Alfonso Signorini.

Ed e’ quando l’intervista arriva a toccare l’argomento sesso che Alfonso signorini regala la confessione più grande:

“La mia prima fascinazione è stata Rita Hayworth in Gilda. Era da un po’ che sentivo i miei compagni parlare di pugnette. Le ho anche cercate sull’Enciclopedia Conoscere, ma niente. Così, davanti alla tv, incominciai a dare dei pugni proprio lì, finché non accadde qualcosa. Tutto nella norma ovviamente, ma lì per lì credevo di stare per morire. Il bello è che ho continuato per altri sei, sette mesi, convinto che si facesse proprio così”.

Spiritoso e indimenticabile anche il ricordo del tanto chiacchierato rapporto sessuale con Valeria Marini

“Si, c’è stata una grande passione erotica consumata, consumatissima. Ma credo che lei non se ne sia neanche accorta. Questione di pochi istanti, a quei tempi non sono mai stato un campione di grandi durate”. Commenta Alfonso Signorini.

Spazio, infine, anche alla sua malattia, la leucemia, dalla quale non è guarito:

“Sono ancora in cura ma sono fortunato perché c’è gente che è morta. Sono cure difficili da gestire ma lo faccio con grande serenità. Con tutto quello che mi è successo, però, ho imparato a volermi bene”.

Alfonso Signorini, infine, dice di avere le idee chiare riguardo il suo futuro:

“Rimarrò alla direzione di Chi per altri tre barra cinque anni, non di più, perché è giusto che una persona a 55 anni deve sentire il bisogno di dedicarsi ad altro. Almeno, per me è così. Credo che la vita non possa ridursi a una poltrona, ci sono altre soddisfazioni”.