Alessandra Pregnolato e la sua Collezione di “Trasformabili”

I “Trasformabili” di Alessandra Pregnolato sono accessori che vengono creati con lo scopo di equipaggiare il soggetto che li indossa, durante gli eventi della vita.

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Buongiorno ragazze!
Sono entusiasta di presentarvi una stilista che ho conosciuto sul web. Una persona fantastica e dal talento spiccato…. L’ho conosciuta perche’ sono rimasta attratta dalle sue creazioni e volevo sapere di piu’ su quello che faceva, ci siamo sentite, ci siamo confrontate ed e’ nata questa bellissima collaborazione!
Vi racconto un po’ di lei….Alessandra Pregnolato, 24 anni, proviene da un piccolo paese in provincia di Padova. Dopo essersi diplomata al Liceo Artistico A.Martini di Vicenza, si iscrive al Corso di Laurea in Design della Moda, dell’università IUAV di Venezia. Ha un grande interesse anche per la fotografia. Per lei, le immagini sono fonte di idee e spunti per i suoi disegni. Le foto che realizza la portano a ideare forme, volumi e texture.
Il progetto parte quindi dall’immagine, passa per il foglio e si materializza al manichino. Vista la sua grande passione per il mondo della moda, decide nel maggio 2014 di esporre e mostrare le sue creazioni. Così, assieme alla sua amica d’infanzia, la quale si occupa della gestione della parte comunicativa, apre un profilo instagram, nel quale pubblicare tutte le creazioni.
Ludic_a, questo il nome. Ludic_a vuole comunicare eleganza ma allo stesso tempo giocosità e freschezza.
Il concetto di partenza e’ quello dello stile militare, l’equipaggiamento del soldato, cioe’ dei corpi in grado di trasformarsi a seconda di cio’ che era costretto ad affrontare, Il corredo prevedeva zaini espandibili, borsoni, marsupi e tracolle. Gli zaini percio’ erano muniti di cinte, tasche, fibbie in cuoio, in modo che il soldato potesse portarlo a spalla e agganciarlo a se per una maggiore aderenza, alcune cinghie fungevano da appiglio per gli accessori che gli servivano. Tutto cio’ aveva lo scopo di garantire al soldato ciò di cui necessitava in qualsiasi tipo di evenienza.
Ai giorni nostri, invece, i capi e gli accessori che vengono creati, hanno lo scopo di equipaggiare il soggetto che li indossa, durante gli eventi della vita.

“Il sogno del benessere diffuso, alimentato dalla modernità, ha lasciato posto ad una lotta decisamente normale per la sopravvivenza ed è consigliabile farsi trovare pronti in caso di imprevisto”.

Questo tipo di accessorio che si trasforma, consiste in un corredo abitativo di quell’uomo nuovo al quale pensava Moreno Ferrari quando ha elaborato i suoi trasformabili in materiali tecnici come il nylon e il poliuretano. Per esempio, la mantella impermeabile attraverso un sistema di zip diventa tenda, giacche gonfiabili diventano aquiloni, il caban che all’occorrenza può diventare un soffice materassino, k-way che diventano zaini, o il giaccone che si sviluppa in poltrona e il gilet che diventa cuscino.

“I trasformabili inaugurano una nuova tipologia d’accessori per la vita metropolitana: non solo abiti, e non solo rifugi o arredi, ma oggetti ibridi polifunzionali, estensioni spaziali del corpo umano, protesi che potenziano le capacità di sopravvivenza dell’uomo, attrezzandolo per la nuova condizione di nomade solitario,senza tribù e senza greggi.”

L’idea dei trasformabili, tratta di un tema che non bada a fronzoli o decorazioni stravaganti, piuttosto rappresenta l’essenziale completamento di una funzione.
L’ultima espressione del design, riprendendo ciò che dice Nick Sullivan, non si basa su qualcosa di vago come la “moda” ma sulla necessità. Infatti, lo stesso Nick Sullivan sostiene che il funzionalismo militare va contro il sistema moda.
Sullo sfondo di una metropoli la stilista ha immaginato una donna che esce di casa la mattina e affronta la giornata con tutti i suoi imprevisti. Quindi ha creato una capsule collection di tre accessori: un borsone, una clutch e uno zaino, i quali funzionano da equipaggiamento per una donna che vive nella metropoli e si trova esposta a qualsiasi tipo di situazione.
Gli accessori realizzati si possono trasformare. Il borsone, è strutturato secondo un sistema di tasche ad accesso diretto e da una tasca più ampia sul retro, che può contenere dei documenti. La parte alta del borsone è composta da due tasche divise da una traversa centrale interna.
Per la realizzazione di questi tre accessori, Alessandra ha preso come punto di riferimento la funzionalità del mondo militare, ma allo stesso tempo si e’ collegata al presente attraverso i materiali che ha utilizzato. Materiali polimerici e tecnici, dalle texture che riprendono la consistenza dell’asfalto e della gomma nera, fanno da protagonisti. Questi sono tutti materiali che puntano alla leggerezza, traspirabilità, resistenza e inalterabilità. Inoltre, sono tutti materiali impermeabili, privi di fodere interne e quindi facilmente lavabili. Sono associati a parti in cuoio, utilizzate per la realizzazione di alcune fibbie e manici. Anche per quanto riguarda le chiusure, ha messo in relazione il passato con il presente. Ha applicato dei bottoni a pressione, come quelli presenti negli accessori dell’esercito americano e cerniere dalle galvaniche dorate, come quella centrale dello zaino, e canna di fucile.
Il concetto di funzionalità riguarda anche certi elementi come i manici, i quali possono creare disordine nella struttura dell’accessorio. Per questo motivo ho deciso di nasconderli, mediante un sistema a scomparsa.
Lo stesso concetto di ordine l’ho applicato alle cinghie. Alcune di esse non saranno realizzate in cuoio, ma in elastico. Quindi saranno delle cinghie più corte che si allungheranno a seconda del peso cui sarà sottoposto lo zaino.
In questa capsule collection, Alessandra ha dato agli accessori un’impronta decisamente attuale, data dai materiali e mantenendo vivo il concetto di funzionalità ripreso dal passato, rispetto ai sistemi applicati.
Oggi propongo il borsone per un outfit sportivo , da palestra ma non vedo l’ora di portarlo con me durante i miei viaggi!

Francesca Venturini.

Foto a cura di Flavia Scatena.

Guarda cosa accadde oggi.

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