Anche Adriano Celentano scrive a Napolitano per la grazia a Fabrizio Corona

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Adriano Celentano sul suo blog ha pubblicato una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica nella quale chiede la liberazione del fotografo.

Adriano Celentano si schiera dalla parte di Fabrizio Corona. Il noto “molleggiato” infatti ha pubblicato sul suo blog una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano dove chiede la liberazione del fotografo e lo fa motivando la sua richiesta.

Ecco alcuni estratti della lettera:

“Caro Presidente Napolitano, mi scusi, se con tutti i grattacapi che immagino lei abbia, anch’io mi accodo con una richiesta di grazia per Fabrizio Corona. Pensi che io non l’ho mai conosciuto, ma ho seguito le sue vicissitudini attraverso i giornali e la televisione. E ogni volta, quando lo vedevo e lo sentivo parlare, avvertivo come un qualcosa che spaccava in parti uguali due sentimenti fra di loro contrastanti: da un lato mi irritava la sua spavalderia nell’ostentare tanta sicurezza, dall’altro avvertivo un senso di profonda tenerezza”.

La pena è ritenuta eccessiva da Adriano Celentano:

“Capisco che il giudice applichi la legge, ma ciò che non capisco è perché la applica quando vuole lui. Lei signor Presidente, lo sa meglio di me: i criminali veri sono tanti, e non si contano quelli che in galera passano molti meno giorni di quanti ne ha già passati l’esuberante Fotografo. Certo, lui ha sbagliato come ognuno di noi, chi più e chi meno sbaglia, probabilmente anche a Lei sarà capitato. Quando si è giovani è facile farsi prendere dalla voglia di arrivismo, anch’io ne sono stato più volte sfiorato, e quando accade si sbaglia SEMPRE. E forse è proprio perché anch’io devo aver sbagliato che Le chiedo, solo per pochi attimi, di calarsi nella sofferenza di chi sta pagando anche con la salute un prezzo spropositato rispetto agli errori commessi”.

La lettera si chiude così:

“Signor Presidente, a Lei che è nella condizione di aggiustare i passi di coloro che sbagliano, chiedo solo un po’ di pietà e di concedere la grazia a quel Ragazzo che “nel male ha agito bene”, come disse Gesu’. Infierire, significherebbe assistere alla stupida amputazione di un’Anima che sta per RISORGERE. Caro Presidente la ringrazio!”.

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ultimo aggiornamento: 03-10-2014

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