L’occlusione dell’acquedotto di Silvio è una patologia rara che richiede un intervento chirurgico: scopriamo cause, sintomi e cura.
Patologia rara che non sempre è facile da diagnosticare, l’occlusione dell’acquedotto di Silvio ha un’incidenza di 1 caso su 5mila nati. Fortunatamente, l’intervento chirurgico è completamente risolutivo nel 90% dei casi. Vediamo cos’è, i sintomi, le cause e la cura.

Cos’è l’acquedotto di Silvio e cosa significa occlusione
Chiamato anche acquedotto cerebrale, l’acquedotto di Silvio è un canale sottile, lungo circa 15 millimetri, che collega il terzo e il quarto ventricolo, le cavità poste in profondità nel cervello. La sua funzione è molto importante: serve al passaggio del liquido cerebrospinale prodotto di continuo all’interno dei ventricoli e riassorbito poco alla volta. Questo liquido protegge sia il cervello che midollo spinale e ne mantiene l’equilibrio di pressione.
Nel momento in cui si verifica una occlusione, come nel caso del figlio di Francesco Totti, il canale si restringe o si chiude del tutto. Di conseguenza, il liquido non riesce più a scorrere e si accumula nei ventricoli a monte che, a loro volta, si dilatano. Questo comporta un aumento della pressione all’interno del cranio, condizione nota come idrocefalo ostruttivo o non comunicante.
Per ristabilire la normale condizione dell’acquedotto di Silvio è necessario un intervento di neurochirurgia con tecnica neuroendoscopica che ha un tasso di riuscita del 90%.
Occlusione dell’acquedotto di Silvio: sintomi e diagnosi
I sintomi dell’occlusione dell’acquedotto di Silvio si possono facilmente scambiare per quelli di un’altra patologia, motivo per cui arrivare a una diagnosi precoce può essere difficile. Tra i disturbi più comuni, che possono variare in base all’età, ci sono: mal di testa persistente (spesso più intenso al mattino), problemi alla vista (tipo visione doppia), sonnolenza, nausea, vomito, difficoltà di equilibrio e di cammino, confusione e rallentamento delle funzioni cognitive. Nei neonati, il segnale è più evidente: aumento anomalo della circonferenza cranica.
Nella maggior parte dei casi, la malattia è dovuta a una malformazione congenita, ma talvolta potrebbe essere collegata a: tumori della regione pineale o del tronco encefalico, cisti, emorragie o infezioni (tipo meningiti). Per quanto riguarda la diagnosi, l’occlusione si accerta con una visita neurologica seguita da tac e risonanza magnetica.