Accusato di razzismo lo scrittore Nicholas Sparks, maestro della parola e del romanticismo

Lo scrittore de Le parole che non ti ho detto, I passi del’amore e Le pagine della nostra vita, Nicholas Sparks è stato accusato di razzismo dai suoi collaboratori.

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E’ stato denunciato in piena regola dall’ex preside della scuola privata fondata dallo scrittore insieme alla moglie, colpevole di aver ricreato un clima di lavoro contraddistinto dalla discriminazione razziale, sessuale e religiosa.

Quali sarebbero gli atti concreti che portano colleghi e collaboratori a denunciare lo scrittore? Secondo le loro ricostruzioni, Sparks avrebbe bloccato l’accesso di insegnanti e studenti afroamericani, sostenuto forme di bullismo contro gli omossessuali e discriminato la fede ebraica dell’ex preside.

A firmare la denuncia è stato Saul Hillel Benjamin che, secondo il New York Daily News, avrebbe dichiarato di aver conosciuto il lato oscuro dello scrittore:

“Si sentiva libero di dare voce e promuovere opinioni volgari e discriminatorie sugli afroamericani, sulle lesbiche, sui gay, sui bisessuali e sui transgender, e anche sulle persone non cattoliche, oltre a pretendere che i dipendenti smettessero di parlare di islam, giudaismo, e qualsiasi altra religione al di fuori di quella cristiana”

Accuse pesanti che lo scrittore ha rinnegato con forza, tramite il suo avvocato, restano da verificare tutte le circostanze dichiarate dall’accusa e naturalmente sentire la voce di Nicholas Sparks circa la sua innocenza.

Difficile pensare che l’autore di parole così vere e profonde, contenute in libri del calibro di Le pagine della nostra vita, Le parole che non ti ho detto, I passi dell’amore, possa aver compiuto gesti di discriminazione e razzismo.