Abbronzatura si ma senza rischi per la salute

Con l’estate in arrivo si accendono i dibattiti sull’abbronzatura e su come ottenerla.

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Se da una parte è dimostrata la correlazione tra scottature, eccessiva esposizione al sole e alcuni tipi di cancro della pelle, dall’altra alcuni studi condotti dal Karolinska Institute in Svezia hanno evidenziato la possibilità che l’utilizzo delle protezioni solari, combinata con una scarsa esposizione al sole durante l’anno, interferisca con la produzione di vitamina D3 dai raggi UVB del sole, la migliore fonte di vitamina D. Inoltre non è del tutto dimostrato che l’applicazione di un filtro solare basti a proteggere la pelle dai danni causati dall’esposizione al sole, come hanno evidenziato gli studi svolti da gruppo di ricercatori dell’Università di Manchester e dell’Institute of Cancer Research di Londra.

Questa contraddizione può rappresentare un problema come negli Stati Uniti dove, ad esempio, la carenza di vitamina D è a livelli di epidemia. Ironia della sorte, anche la carenza di vitamina D può portare a forme aggressive di cancro della pelle. Uno studio del 2011 pubblicato su Cancer Prevention Research suggerisce che i livelli ematici ottimali di vitamina Doffre una protezione contro le scottature e tumori della pelle.

Se da un lato è importante combinare l’uso dei filtri solari con altre strategie per proteggere la pelle, come rimanere all’ombra quando il sole è forte, il desiderio di un’abbronzatura perfetta spinge tante donne a integrare l’esposizione al sole con prodotti autoabbronzanti e i più controversi acceleratori dell’abbronzatura.

Questi ultimi infatti vanno ad agire sulla chimica del corpo grazie ad alcune sostanze che rendono la pelle più sensibile agli ultravioletti, facendola reagire in una maniera più forte del normale alla luce del sole, e quindi aumentano i rischi di ustioni e accelerano anche l’invecchiamento della pelle. In Italia è infatti vietato vendere acceleratori dell’abbronzatura senza filtro solare. Tra questi vi è il Melanotan, un ormone sintetico che viene iniettato sotto pelle per accelerare la produzione di melanina, il pigmento che scurisce la pelle, e va ad agire sulla chimica della pelle rendendola più sensibile ai raggi ultravioletti.

Nonostante sia illegale in tutta l’Unione Europea, il Melanotan è ancora disponibile online. I consumatori infatti continuano a comprare questo farmaco senza licenza, che ha diversi effetti collaterali sospetti, come disturbi a stomaco, sistema immunitario, cardiovascolare e occhi. Addirittura è l’inglese Medicines and Healthcare Products Regulatory Agency (MHRA) a mettere il prodotto fuori legge nel dicembre del 2008.

Acquistare farmaci online comporta ulteriori pericoli – non solo gli ignari consumatori potrebbero ricevere qualcosa di completamente diverso da ciò che hanno ordinato, ma il prodotto potrebbe anche essere contraffatto, dal momento che i truffatori tendono a sfruttare la popolarità del farmaco.

MarkMonitor®, azienda specializzata nella protezione del brand online, ha monitorato la presenza di siti di promozione e vendita di questo farmaco online. In soli tre anni, il numero dei siti è aumentato vertiginosamente. Ad Agosto 2011 MarkMonitor ha identificato 77 siti che vendevano il farmaco illegale, mentre nel mese di Agosto 2014 questo numero è cresciuto del 118%, arrivando a 168siti di pubblicità e spedizione di Melanotan in tutto il mondo.

Con la salute non c’è da scherzare, è importante controllare sempre che i siti dove si acquista siano ufficiali e seguire alcuni semplici accorgimenti:

  • Informazioni: una volta allettati dall’offerta proposta su di un sito, è bene controllare l’affidabilità della società di vendita. Attendibile, per esempio, è la presenza di un numero telefonico dilinea fissa e di un domicilio fisico, mentre non convincente è l’indicazione della sola mail priva di qualsiasi riferimento ulteriore. Via libera all’acquisto, inoltre, se il numero di partita IVA della società compare inhome page insieme all’iscrizione alla Camera di Commercio, poiché cliccando sul sito dell’Agenzia delle Entrate è possibile scoprire se la ditta esiste davvero.
  • Mezzi di pagamento: una volta decisi a procedere con l’acquisto e aver controllato i feedback del venditore lasciati da precedenti acquirenti, i mezzi che possono essere utilizzati sono carte di credito, bancomat, carte prepagate ricaricabili e le carte revolving: queste ultime dividono la spesa su più mesi, quindi accorgersi della truffa richiede più tempo.
  • Nemmeno la presenza del numero di carta d’identità garantisce la certa corrispondenza tra portatore e titolare della carta, dunque è bene essere cauti e ignorare qualsiasi e-mail che avvisi che “la vostra banca ha momentaneamente il sito offline e per effettuare operazioni urgenti utilizzare quest’altro sito”: in questi casi, infatti, il phishing, ovvero la frode on line volta a sottrarre con l’inganno dati sensibili, numeri di carte di credito e account personali è altamente probabile.
  • URL dell’indirizzo: nel momento dell’acquisto, l’indicazione nella barra dell’indirizzo deve passare da “http” a “https”, con il simbolo di un lucchetto in fondo, dettagli che garantiscono una connessione sicura per poter procedere con tranquillità.