A rischio la memoria delle donne dopo un trauma cranico

Le donne sono più suscettibili degli uomini alle conseguenze neuropsicologiche dovute al trauma cranico. I disagi sono: disorientamento, scarsa memoria e mal di testa.

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Alcuni sport, come il ciclismo e l’equitazione, espongono al rischio di trauma cranico, sebbene anche la vita di tutti i giorni non sia esente da infortuni sul lavoro e incidenti domestici, sulla strada e nel tempo libero. E per la donna esiste il rischio della concussione. Lo conferma una ricerca pubblicata sulla rivista Radiology da parte di un gruppo di studiosi di Taiwan, guidati dal professor Chi-Jen Chen del Brain and Consciousness Research Center di Taipei.

La concussione è un risentimento cerebrale conseguente a un ripetuto trauma cranico che, sebbene sia di lieve entità, può provocare, nel tempo, alcuni disagi, come disorientamento, amnesie, mal di testa.

«Le persone che ne sono colpite continuano a fare più volte le stesse domande, come se non ricordassero di averle già fatte, e per alcuni giorni possono avere vertigini, difficoltà a concentrarsi, tendenza a dormire più di quanto fossero abituati a fare»,

avverte il dottor Giordano Guizzardi, direttore del Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza dell’Ospedale Maggiore dell’Ausl di Bologna, sede di Trauma Center.

Gli scienziati hanno messo a confronto 30 uomini e 30 donne con trauma cranico, eseguendo tac, risonanze magnetiche e test psicologici. Così il gruppo di ricerca ha deciso di iniziare uno studio nel quale sono state confrontate le Risonanze Magnetiche di 30 persone che avevano avuto un trauma con quelle di altre 30 persone che non lo avevano avuto.

Dati alla mano, le donne, in conclusione, presentavano una riduzione di attivazione nei circuiti cerebrali responsabili della memoria di lavoro (la memoria a brevissimo termine che consente, ad esempio di ricordare un numero di telefono o un’informazione utile a svolgere un compito), riduzione non presente tra gli uomini.

«Molta attenzione viene posta dal clinico al riconoscimento di questi sintomi»,

dice ancora il dottor Guizzardi, «anche perché si sa che l’aggiunta di un eventuale ulteriore trauma cranico potrebbe portare alla cosiddetta “sindrome da secondo impatto”, che può peggiorare molto il quadro.

Il consiglio è quello di cercare di prevenire il più possibile i traumi alla testa, nello sport e nella vita di tutti i giorni.

Un atteggiamento scrupoloso che deve ulteriormente aumentare per chi segue una terapia anticoagulante, perché un eventuale trauma cranico comporta un maggior rischio di sanguinamento.