10 curiosità su Andrea Lo Cicero, l’ex rugbista quinto giudice a Selfie

Andrea Lo Cicero è stato uno dei più grandi rugbisti italiani. Questa sera sarà il quinto giudice di Selfie, su Canale 5. Scopriamo qualche piccola curiosità su questo gigante buono dello sport e dello spettacolo italiano!

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Nato a Catania nel 1976, Andrea Lo Cicero è un ex rugbista, allenatore di rugby e conduttore televisivo italiano, che durante la sua carriera di giocatore ha avuto il ruolo di pilone sinistro. Nipote di zio rugbista, Lo Cicero fu avviato a questo sport da Pippo Puglisi, insegnante di educazione fisica e fratello di Antonio “Nino” Puglisi, allenatore e membro della nazionale negli anni ’70. Sarà quinto giudice a Selfie nella puntata che andrà in onda questa sera su Canale 5.

Andrea Lo Cicero, Il Barone appassionato di giardinaggio!

  • Lo Cicero è soprannominato da sempre il Barone, poiché appartenente ad una famiglia che vantava ascendenze nobiliari.
  • Grande apppassionato di vela e di giardinaggio, dal 2014 Lo Cicero collabora con il canale satellitare Sky Uno alla trasmissione Giardini da incubo, in cui presta la sua assistenza per dare nuova linfa e rimettere in piedi giardini malridotti o abbandonati.
  • Vanta 103 presenze nella Nazionale italiana sino al suo ritiro avvenuto nel 2013.
  • Ha una propria onlus,‘Terra dei bambini’, per la riabilitazione dei piccoli disabili mediante l’utilizzo degli asini.
  • Possiede un’azienda agrituristica a Nepi.
  • Lo Cicero è alto 1,85 m e pesa 113 chilogrammi.
  • Ha una passione spasmodica per le moto, le auto e gli orologi.
  • I suo artsti musicali preferiti sono i Rem, gli U2 e i Guns ‘n’ Roses.
  • Ama la pasta con le sarde, i film di Totò e di Alberto Sordi.
  • Spesso ristruttura mobili antichi.

Andrea Lo Cicero e la polemica verso Virginia Raggi

Andrea Lo Cicero ha sostenuto tutta la campagna elettorale di Virginia Raggi come sindaco di Roma, indicato come futuro assessore allo sport e finendo con l’essere tagliato fuori all’ultimo minuto: “Io ho dato il mio contributo alla campagna della Raggi, che ha sfruttato la mia persona durante tutto il periodo elettorale: fino all’ultimo sono stato indicato come futuro assessore allo Sport. Ho avuto un grave danno d’immagine. Solo parole e tre mesi d’inferno”.